Il lavoro di Mimmo Paladino (Paduli-Benevento, 1948), percorre tutto l'arco delle possibilità della pittura, dall'immagine all'astrazione e viceversa, sempre nella dimensione di un libero dialogo con la storia dell'arte.
L'artista non parte da uno schema precostituito quando inizia l'opera. L'opera deve avere una sua geometria, "ma la geometria non deve essere progettata come schema, è una geometria che deve nascere di volta in volta tra i rapporti che si creano spontaneamente incontrollati tra una forma e l'altra".
In ogni caso nulla può essere mai programmato: "Non penso a quello che sto dipingendo, come progetto ... è come se lavorassi con la consapevolezza non di ciò che sto facendo, ma di star lì e di essere solo con gli attrezzi e la superficie".
Opere in collezione
- A Napoli dopo gennaio
- Giardino chiuso (Hortus Conclusus)
- La virtù del fornaio in carrozza
- Lampeggiante
- Senza titolo