Attraverso un processo manipolativo ripetitivo e quasi maniacale, Stefano Arienti (Asola-Mantova, 1961) trasforma gli oggetti più banali e consueti prelevati dalla realtà quotidiana come elenchi telefonici, fumetti, orari dei treni e poster in sculture che, pur mantenendo l'aspetto fragile e caduco del medium utilizzato, manifestano l'interesse dell'artista nei confronti delle potenzialità comunicative implicite nelle immagini appartenenti alla cultura di massa. Nel 1986 partecipa alla prima personale presso lo studio di Corrado Levi a Milano e in seguito partecipa a diverse mostre collettive diffondendo la sua opera anche nel resto del mondo.
Opere in collezione
- Chimica organica
- Clint
- Senza titolo