Claudio Abate, nato a Roma nel 1943, dobe vive, comincia a lavorare molto presto e già a 16 anni collabora con la Press Service Agency. Agli inizi degli anni Sessanta, partecipando attivamente al clima di quegli anni, le sue fotografie, oltre ad essere l’unico e prezioso documento di quegli eventi, diventano emblema del periodo. Riesce a cogliere in un'unica immagine complesse opere ambientali che difficilmente potrebbero essere ricondotte ad un unico punto di vista.
Nel 1993 partecipa alla Biennale di Venezia invitato da Achille Bonito Oliva, espone nel 2002 al Museo d’Arte Contemporanea di Belgrado e nel 2004 alla House of Photography di Mosca. Il MACRO-Museo d’Arte Contemporanea di Roma ha ospitato una mostra personale nel 2002 - 2003, esponendo le fotografie della scena artistica degli ultimi 30 di attività.
Collabora con numerose riviste tra cui "Sipario", "Domus", "Carte Segrete", "Metro" e "Flash Art".
Opere in collezione
- Aldo Mondino, Ultimo gioco
- Alighiero Giuseppetti
- Diana Rabito, Natura morta della serie underwood
- Eliseo Mattiacci, Lavori in corso
- Emilio Prini
- Gino De Dominicis, il tempo, lo sbaglio, lo spazio
- Giorgio De Chirico e Gino De Dominicis
- Giuseppe Penone, Rovesciare i propri occhi
- J. Kounellis
- J. Kounellis, Candela
- J. Kounellis, Cavalli attici
- J. Kounellis, Fiamma
- Luigi Ontani, Don Chijote de la Mancha
- Mario Merz
- Mario Merz, Che fare?
- Marisa Merz, Scarpette
- Maurizio Mocchetti, 120 metri al secondo
- Pino Pascali, Cannone
- Pino Pascali, Ragno
- Robert Smithson, Asphait run down
- Roy Lichtenstein