Afro Basaldella (Udine 1912 – Zurigo 1976) è fra i massimi esponenti dell’astrattismo italiano. Partecipa alle vicende del tonalismo romano, che interpreta con accenti di colorismo veneto. La personale del 1936 alla galleria La Cometa segna il culmine di questa fase. Negli anni della seconda guerra mondiale, le sue superfici tendono a frantumarsi in una sorta di impressionismo della memoria . E’ il preludio della svolta, che matura nel dopoguerra con l’irruzione in Italia delle esperienze postcubiste.
La nuova ricerca di sintesi lineare sfocia dal 1947 nell’astrattismo: Afro è uno dei protagonisti del Fronte Nuovo delle Arti e poi del Gruppo degli Otto. Accentua una gestualità larga, di lirica evocazione, sostenuta dalla conoscenza dell’Action Painting americana , nel corso di un soggiorno negli Stati Uniti (1950). Ma la sua è una linea "italiana", intrisa di luce, attenta a larghi accordi di ritmo, che s’imporrà a livello internazionale (nel ’56 primo premio per un pittore italiano alla Biennale di Venezia, nel ‘58 un grande murale per l’Unesco a Parigi).
Opere in collezione
- Permesso di soggiorno
- Via traversa