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Enrico Castellani

Nasce a Castelmassa di Rovigo nel 1930. Dopo studi di architettura svolti all'estero, alla fine degli anni Cinquanta è a Milano dove è esponente attivo della nuova scena artistica, in cui è determinante la presenza di Lucio Fontana. Nel 1959 abbandona una pittura nella quale sono presenti echi informali e gestuali per iniziare a definire delle superfici pittoriche nelle quali la tela dipinta in modo monocromo è soggetta a minime introflessioni ed estroflessioni ad opera di una serie di chiodi posti sul telaio sottostante. La luce diviene così elemento fondamentale del rivelare le tensioni, delle pause e dei ritmi di un rigoroso intreccio geometrico; le superfici, così modulate e prive di cornici, formalizzano un nuovo concetto spazialità, con porzioni esemplificative e in sé conchiuse, di un più vasto campo pittorico nel quale il pensiero contemporaneo, non privo di echi illuministi e dell’umanesimo, dà vita a sempre inedite e sensibili soluzioni pittoriche. Nel 1959 a Milano, con Piero Manzoni ed altri artisti, come Dadamaino e Vincenzo Agnetti, dà vita alla rivista 'Azimuth' e alla galleria omonima.

Opere in collezione

  • Superficie arancione
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