Paolo Icaro vive e lavora a Pesaro.
Nel 1960 si sposta a Roma dove, nel 1962, tiene la prima personale alla Galleria Schneider , mentre nel 1965 espone in una collettiva alla Odyssia Gallery di New York, città in cui, subito dopo, si trasferisce.
In questi anni realizza opere in ferro, in cemento, in acciaio smaltato. Queste ultime, assemblages ingegneristici dai colori squillanti , rivelano quello spirito ludico, ironico, quel senso di precarietà e di leggerezza che sarà una delle costanti di tutto il discorso artistico di Icaro.
Nella seconda metà degli anni sessanta crea le serie delle Gabbie (1967) e delle Catene (1967-68); nelle loro strutture rigide e geometriche esse rimandano al clima concettuale e minimal che informa la cultura americana dell'epoca. In sintonia con le poetiche dell'Arte Povera, Icaro comincia a realizzare opere ambientali, azioni e performances che coinvolgono il pubblico.
Verso la fine degli anni settanta, Icaro sente il desiderio di trovare una materia duttile, da manipolare, impastare e scopre nel gesso il proprio elemento. Plastico e flessibile, fragile e monocromo, rarefatto e spirituale, diviene protagonista di molte serie degli anni ottanta e rimane tutt'oggi il materiale principe utilizzato dall'artista.
Opere in collezione
- Davanzale per un colore (Davanzale per un turchese)
- Innesto
- Scolpire