Nunzio di Stefano è uno dei principali esponenti della nuova generazione di scultori: allievo di Toti Scialoja, fin dagli anni Ottanta lavora con e sulla materia, prediligendo gesso, legno, piombo.
Le forme artistiche di Nunzio rappresentano sempre un'aspirazione armonica, un anelito di equilibrio che trascende il piano artistico per esprimere un'esigenza intellettuale. Il risultato è l'estrema sintesi di una materia spoglia, nuda, assolutamente essenziale nel suo esporsi al desiderio dello sguardo.
Ai primi anni 80 risalgono una serie di mostre personali in cui espone acquerelli e sculture in gesso dipinte, alcune delle quali già manifestano la sua attenzione allo spazio e al coinvolgimento fisico e visivo della forma in un ambiente.
Nel corso degli anni 80 l’artista abbandona il gesso per il legno, di cui svilupperà anche le qualità pittoriche attraverso un processo di combustione della materia. Successivamente il linguaggio espressivo di Nunzio si arricchirà delle potenzialità del piombo quale superficie opaca capace di interagire con gli effetti luministici e di dialogare con lo spazio. Le sue sculture invadono l’ambiente, assorbono la luce e riflettono l’interesse dell’artista concentrato sulla costruzione della forma.
Oltre alle Biennali di Venezia, Nunzio ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero.
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